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E’ stata approvata dalla Camera dei deputati la modifica al codice del lavoro, la quale potrebbe apportare cambiamenti negli ambienti lavorativi

L’emendamento si concentra principalmente  sull’adeguamento alle direttive europee sull’equilibrio tra vita professionale, vita privata e condizioni di lavoro prevedibili, e, cerca di regolamentare il lavoro a distanza, semplificandone l’erogazione e anche digitalizzando la documentazione relativa al diritto del lavoro.

Di seguito un breve sunto delle modifiche proposte al codice del lavoro proposte.

Le proposte per adeguarsi alle direttive europee

Lo status dei dipendenti che lavorano sulla base di un contratto di lavoro (“DPČ”) o di un contratto di prestazione lavorativa (“DPP”) cambierà, ai contraenti dovrebbe essere garantito un livello di protezione più elevato rispetto a prima. Inoltre, i dipendenti potrebbero avere diritto a  circa 1,5 ore di ferie  ogni 20 ore lavorate dove il risultato viene arrotondato per eccesso. Se il dipendente non ha  la possibilità di utilizzare le ferie durante il rapporto di lavoro, il datore di lavoro gli corrisponderà un’indennità dopo la fine del lavoro secondo l’accordo.

Un’ altra proposta mira alla transizione dell’occupazione. L’emendamento stabilisce che se il lavoratore ha lavorato per il datore di lavoro nell’ambito di uno dei contratti per almeno 180 giorni nei 12 mesi precedenti , può chiedere per iscritto al datore di lavoro di passare all’occupazione in un rapporto di lavoro . Il datore di lavoro è poi obbligato a fornirgli una risposta scritta motivata entro un mese.

Altra novità significativa è l’obbligo del datore di lavoro di predisporre un orario di lavoro almeno tre giorni prima e, in secondo luogo, sono state proposte indennità aggiuntive per il lavoro festivo e il lavoro notturno.

Un punto importante, è la proposta che mira a garantire un livello di tutela più elevato per il lavoratore anche in caso di risoluzione del rapporto di lavoro contrattualmente stabilito; dove se il lavoratore ritiene di essere stato licenziato dal contratto perché ha rivendicato legalmente i suoi diritti o li ha utilizzati, ha il diritto di chiedere una giustificazione scritta al datore di lavoro. Nel caso in cui, il datore di lavoro non adempie a tale obbligo, sono previste multe.

Inoltre avanza l’ipotesi,  per i datori di lavoro, di informare i propri dipendenti sui diritti e sugli obblighi che derivano dal rapporto di lavoro entro sette giorni  dall’inizio del rapporto. Si fa riferimento, ad esempio, alla durata e alle condizioni del periodo di prova, allo sviluppo professionale, alla portata del riposo minimo giornaliero/settimanale e all’ente di previdenza.

Infine, seguendo la normativa europea, il datore di lavoro dovrà motivare per iscritto alcune decisioni come per esempio il rifiuto di lavorare da remoto.

lavoro

Digitalizzazione dei documenti e lavoro remoto

L’emendamento invita  alla digitalizzazione della documentazione relativa al diritto del lavoro e consentire la conclusione elettronica dei contratti con i dipendenti, nonché la consegna dei documenti.

Altre possibili disposizioni riguarderanno il lavoro a distanza. Lo smart working sarà possibile sulla base di un accordo scritto dove spetta alle parti concordarne il contenuto.

Viene inoltre introdotta  la possibilità per il datore di lavoro di ordinare il lavoro a distanza se il provvedimento dell’autorità pubblica lo prevede, se la natura del lavoro svolto lo consente e se il luogo di lavoro remoto è idoneo.

 

Fonti: https://portal.pohoda.cz/; https://www.havelpartners/

Fonti immagini: https://www.lavoroediritti.com/

Fonti grafiche: https://storyset.com/

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