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Quest’anno, la Repubblica Ceca sembra orientata a registrare un deficit delle finanze pubbliche rispetto al PIL pari al 2,2%, mantenendosi al di sotto del limite del 3% stabilito dai criteri di Maastricht per l’adozione dell’euro. Questo sviluppo sorprende, considerando le dichiarazioni iniziali del ministro delle Finanze, Zbynek Stanjura, il quale aveva espresso posizioni contrarie all’adozione dell’euro, sottolineando che la Repubblica Ceca non soddisfaceva nessuno dei criteri di Maastricht. Un cambiamento di prospettiva potrebbe aprire nuove discussioni sull’adesione della nazione alla moneta unica europea.

Apertura del Presidente a inizio anno

Il presidente della Repubblica, Petr Pavel, ha sollevato con forza la questione durante il suo discorso di fine anno, riaffermando la necessità di adottare l’euro. “Dopo anni di discussione, è giunto il momento di tradurre in azioni concrete il nostro impegno verso l’adozione della moneta unica”, ha sottolineato Pavel. Nonostante le persistenti analisi sugli impatti positivi e negativi dell’integrazione dell’euro in un’economia aperta e orientata all’export, posizionata strategicamente al centro dell’Europa, Pavel ha sottolineato che la moneta unica rappresenta il passo logico per il futuro.
Il 2024 segnerà il ventesimo anniversario dell’adesione della Repubblica Ceca all’Unione Europea e il venticinquesimo anniversario dell’ingresso nella NATO. Nel suo discorso, Pavel ha evidenziato questa occasione come un momento per riflettere sul passato e proiettarsi nel futuro, riconoscendo gli impegni assunti. La Repubblica Ceca si è infatti impegnata ad adottare la moneta comune nel trattato di adesione all’UE del 2004. Dei dieci paesi che hanno aderito all’UE in quel momento, la Repubblica Ceca, la Polonia e l’Ungheria non hanno ancora adottato l’euro.
Pavel ha sottolineato che l’Unione Europea offre al paese l’opportunità di esercitare influenza e promuovere interessi nazionali. Insieme alla NATO, ciò costituisce una garanzia di solidi partenariati su cui la Repubblica Ceca può fare affidamento, un elemento di inestimabile valore nel contesto economico e politico attuale.

Dichiarazioni degli esperti

Contrastanti e più variegate sono invece le opinioni espresse da altri esponenti politici del Paese in merito alla questione. Il ministro delle finanze Zbyněk Stanjura, che per primo aveva espresso parere contrario sostenendo la mancata conformità della Repubblica Ceca a nessuno dei quattro criteri, sta cercando di ottenere l’approvazione dell’intero governo affinché non vengano intraprese azioni per un possibile ingresso nella zona euro nel prossimo anno. Tale questione segna la prima divisione all’interno del governo dalla sua costituzione. Il piano di Stanjura è oggetto di contestazioni da parte di altri membri del governo, i quali hanno inviato numerose critiche alla proposta.

Oltre ai ministri, anche l’Unione dell’Industria e dei Trasporti si è espressa contrariamente al documento attraverso il ministro dei Trasporti e Vicesegretario di ODS Martin Kupka. Secondo quest’ultimo, il miglioramento delle finanze pubbliche rappresenta un passo importante verso l’adozione della moneta europea. Kupka ha inoltre criticato il governo per non aver intrapreso azioni concrete al fine di ripristinare la posizione del coordinatore governativo per l’adozione dell’euro, precedentemente ricoperta da Oldřich Dědek fino al 2017. Tuttavia, Kupka si mostra scettico riguardo alla possibilità di avviare la transizione durante il primo mandato del Primo Ministro Peter Fiala.

Secondo il vicepresidente dell’Unione dell’Industria e dei Trasporti, Radek Špicar, la mancata reintegrazione del coordinatore per l’euro da parte del governo, nonostante quattro delle cinque parti del programma siano favorevoli all’adozione dell’euro, è difficile da giustificare. Špicar sostiene in più l’introduzione della possibilità per le aziende di fatturare in euro, sottolineando che i prestiti alle imprese ceche denominati in euro stanno crescendo del 10% annuo.

Nel panorama favorevole all’introduzione della moneta unica si collocano i partiti di minoranza al governo, in particolare STAN, Piráti e TOP 09, principali critici della proposta di Stanjura, e l’opposizione guidata da SPD e ANO. Quest’ultimo partito sta già elaborando una proposta di referendum popolare da presentare al governo, ma, come anticipato da Kupka, ODS è pronto a respingere la proposta in linea con il principio della democrazia rappresentativa.

Sondaggio della popolazione

Una significativa percentuale dei cittadini, oltre i due terzi, ritiene che l’adozione dell’euro nella Repubblica Ceca non comporterà alcun beneficio personale. In contrasto, approssimativamente un quinto degli intervistati è convinto dei vantaggi derivanti dall’adozione di una moneta comune europea. Questi sono i risultati di un sondaggio flash condotto dall’agenzia Median per Radiožurnál, la cui pubblicazione è stata curata da iROZHLAS.
“Tra coloro che esprimono un parere favorevole, emergono soprattutto gli imprenditori, rappresentando due quinti di questa categoria, e gli studenti, con un tasso di opinione positiva del 45%,” afferma Ivan Cucker, uno degli autori del sondaggio. Cucker suggerisce che i risultati riflettono le preoccupazioni diffuse riguardo all’eventuale aumento dei prezzi.
Inoltre, il 60% degli intervistati manifesta il desiderio di decidere sull’adozione dell’euro attraverso un referendum. Questa percentuale rappresenta oltre il 70% di coloro che si oppongono all’adozione della moneta unica.

Fonte: https://brnodaily.comhttps://www.ceskenoviny.cz , https://www.irozhlas.cz

Fonte immagine: photo iStock @Maciek_Schulz

Fonte grafica: https://storyset.com/

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