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Secondo un sondaggio condotto dalla Camera di Commercio ceca tra 387 aziende nazionali e presentato la scorsa settimana durante un convegno specializzato, il 63,3% delle aziende ceche è coinvolto nel mercato unico Ue. Tuttavia, dalle evidenze dello stesso sondaggio, il 29,8% delle aziende ceche incontra ostacoli nel commercio sul mercato unico dell’Unione Europea (UE). Le difficoltà evidenziate riguardano principalmente gli elevati oneri amministrativi, le lunghe procedure, le barriere linguistiche o le normative non unificate tra i mercati.

Disarmonia europea e ostacoli strutturali

Il presidente dell’Associazione europea delle camere di commercio e dell’industria Eurochambres, Vladimír Dlouhý, ha espresso il proprio malcontento riguardo la disarmonia dell’Unione Europea, affermando che il mercato non funziona come un’entità coesa, bensì come 27 mercati separati. Questa frammentazione, evidenziata da diverse regole, accordi, burocrazie nazionali e politiche protezionistiche, impone spese elevate, specialmente di natura amministrativa, scoraggiando le aziende dall’esportare prodotti e servizi in Europa.

Dlouhý auspica la rimozione di queste barriere, sottolineando che tale iniziativa sarebbe una notizia straordinaria per la Repubblica Ceca e per la prosperità economica generale.

Secondo l’analisi della Camera di Commercio, le sfide affrontate dalle aziende ceche sul mercato europeo sono diverse e complesse. Tra queste, spiccano l’incoerenza dell’IVA, la discriminazione delle cryptovalute da parte di alcune banche, le difficoltà nell’apertura di conti bancari all’estero e i problemi nel riconoscimento delle qualifiche professionali a livello comunitario.

Oltre a questi ostacoli strutturali, gli imprenditori segnalano regolamentazioni rigide nei settori dei trasporti e dell’industria alimentare, oltre a un sistema di sostegno statale squilibrato che alimenta una concorrenza disuguale tra le imprese. Questi fattori, come sottolineato dagli imprenditori, contribuiscono ad ampliare un divario già esistente nel panorama commerciale europeo.

In attesa di cambiamenti positivi da parte dei leader dell’Unione Europea, la Repubblica Ceca naviga attraverso complessità e sfide, cercando soluzioni per garantire un ambiente commerciale più equo ed efficiente.

Appello delle grandi aziende, parole di Pouza

I rappresentanti di alcuni tra i principali big player del mercato ceco hanno lanciato un appello per l’incontro con Enrico Letta, organizzato nella terza settimana di gennaio a Praga dalla Camera di Commercio e dall’Unione dell’Industria e dei Trasporti. La richiesta principale è volta alla “disintossicazione normativa” e alla riduzione degli oneri amministrativi.

Le imprese chiedono la razionalizzazione del reporting ESG e l’armonizzazione degli standard tecnici europei per i test e la certificazione dei prodotti industriali nell’Unione Europea, oltre alla risoluzione degli ostacoli sopracitati. Tomáš Prouza, vicepresidente della Camera di Commercio e presidente dell’Associazione del Commercio e del Turismo, ha affiancato le imprese e ha dichiarato: “Abbiamo bisogno che la prossima Commissione Europea funzioni davvero come custode dei trattati e combatta duramente contro il protezionismo di alcuni Stati membri e il tentativo di piegare le regole europee concordate. Abbiamo fornito al signor Letta un elenco di esperienze negative concrete degli imprenditori cechi che hanno ostacolato il libero scambio, e faremo di tutto affinché le aziende di tutta Europa possano riprendere fiato”.

Prouza ha evidenziato le sfide nel settore dei trasporti, sottolineando che l’obbligo di comunicare con 24 ore di anticipo le quantità esatte e le informazioni sul mittente della spedizione rappresenta un esempio tipico di barriere artificiali che gli Stati membri utilizzano per ostacolare una maggiore concorrenza. Ha inoltre sottolineato i problemi legati alle diverse regole sull’etichettatura dei prodotti e sugli imballaggi nei singoli Stati membri, che limitano e rendono più costosa la penetrazione in altri mercati.

I numeri dell’export in Repubblica Ceca

La Repubblica Ceca si posiziona come una piccola economia fortemente orientata all’esportazione, con il 2022 che ha visto circa un terzo del valore totale della produzione nazionale (33,7%) esportato verso l’Unione Europea (UE). Questo dato offre un’interessante panoramica sulle dinamiche commerciali del paese.

Ad oggi, l’UE rappresenta il principale partner commerciale della Repubblica Ceca, con l’81% delle esportazioni che trovano destinazione nei mercati europei. Tuttavia, un sorprendente 1,8% delle aziende ceche sta considerando la possibilità di limitare le proprie attività commerciali nell’UE, mentre un significativo 8,8% ambisce ad ampliare la propria presenza in questo vitale mercato.

L’analisi della Camera di Commercio rivela che l’87,1% delle grandi imprese ceche e il 76,3% delle medie imprese operano attivamente nel mercato UE. Le piccole imprese seguono con il 66%, mentre le microimprese rappresentano il 49,7% di presenza. È interessante notare che il 35,4% delle aziende intervistate offre i propri prodotti e servizi online nel mercato europeo, riflettendo la crescente digitalizzazione del commercio.

Fonti: https://www.investicniweb.cz/, https://www.businessinfo.cz/

Fonte immagine: Getty Images/iStockphoto

Fonte grafica: https://storyset.com/

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